Boccali, il nostro Veltroni. Ma non tutti sono d’accordo
A cura de Letrusco
Anche Perugia avrebbe il suo Veltroni. Il volto “nuovo” che dovrebbe guidare il Partito Democratico e il Centrosinistra alle prossime lezioni è Wladimiro Boccali. Una “non notizia”, visto che il personaggio è da tempo indicato come il delfino di Locchi. Ma paragonare i due personaggi è proprio una sciocchezza. Il sindaco di Roma è stato trascinato a furor di popolo nella veste di “salvatore della patria”. E’ uno dei pochi oggi ad avere un certo appeal sulla gente, dalle parti dell’ulivo. Il secondo, il “Walterino nostrale” (in arte Vladimiro), il “furor di popolo” l’ha sentito; ma in maniera diversa. Un furore fatto di comitati che protestano, di esposti di singoli cittadini, di critiche feroci alle scelte urbanistiche (anche) da lui sostenute. E già, non basta avere quarant’anni e un volto sorridente per essere popolare. Il nuovo candidato dell’Ulivo dovrà fare i conti con gli inquilini delle zone Peep, dopo la vicenda del “rimborso” forzato, gli abitanti del centro, schieratisi, in buona parte, contro il progetto del Mercato coperto e del Pincetto, i “Compagni” che in massa hanno aderito ai comitati che si sono organizzati lungo il percorso del minimetro, i cittadini che vivono a Monteluce e che presto saranno sommersi da una valanga di cantieri, in una zona priva di infrastrutture viarie, gli utenti del Silvestrini alle prese con il loro “disagio quotidiano”, i residenti del Bellocchio, che vedranno peggiorare la loro già difficile situazione, dopo la costruzione del megacomplesso di via del Fosso e via discorrendo. Insomma, Boccali è una brava persona, ma non sarebbe proprio il nuovo che avanza. Se si vuole dare un segnale alla città, occorre discontinuità, occorre una persona che rappresenti un taglio netto con l’attuale linea fatta di mattone, tasse e contravvenzioni. Il Boccali giovane, per intenderci.
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