giovedì, 25 ottobre 2007
Domenica 30 ottobre 1977. A Perugia, nello stadio di Pian di Massiano, si gioca Perugia-Ju­ventus. Gli umbri, guidati da Ila­rio Castagner, sono protagonisti di un piccolo miracolo di provin­cia e benché il campionato tocchi quel giorno appena la quinta giornata, il primo posto in gra­duatoria a pari merito con le grandi Juventus e Milan ha acce­so nuovamente i riflettori su que­sta nuova realtà del calcio italia­no. Se Novellino ha le stimmate del campione, due centrocampisti, il regista Curi e l'interno Vannini, l'uno il più pic­colo del torneo (1,65) l'altro l'a­nima più lunga (1,90), sono con­siderati esponenti tipici delle mi­gliori qualità della provincia. La partita con la Signora del Trap è di quelle bloccate, marto­riata da una pioggia battente, su un terreno zuppo d'acqua, fatico­sissimo da tenere per i giocatori. Nel primo tempo Curi, uno dei migliori in campo per la puntua­lità della gestione della manovra, si infortuna leggermente in uno scontro con Causio. Nella ripresa tuttavia rientra, ma dopo cinque minuti, sotto la pioggia, si acca­scia improvvisamente al suolo. Il gesticolare disperato dei giocato­ri juventini accanto a lui, Benetti, Bettega e Scirea, fa pensare a qualcosa di grave, ma nessuno riesce a comprendere, non essen­dosi visti contrasti di gioco vio­lenti. Arriva la barella, il giocato­re esanime viene portato fuori dal campo. I medici del Perugia gli praticano due iniezioni, il massaggio cardiaco, la respira­zione bocca a bocca: Curi è pao­nazzo, il battito del cuore è incep­pato. Mentre la partita, tra com­pagni e avversari ignari, prose­gue, viene caricato su un'au­toambulanza e portato al Policli­nico di Perugia. Dove tuttavia ar­riva praticamente cadavere: i tentativi di rianimarlo proseguo­no per una quarantina dì minuti, finché, alle 16,30 (in lugubre, perfetta contemporaneità con la fine della partita fischiata dal­l'arbitro Menegali) il giocatore viene dichiarato ufficialmente morto. Una fine terribile per la sua fulmineità. Riaffiorano i brividi, sull'onda di un singolare scambio via radio. «Scusa Ameri, qui a Perugia...» «Ho già capito tutto, Ciotti, e ti passo la linea». Ma il grande En­rico Ameri non poteva immagi­nare, come tutti gli sportivi in ascolto quella maledetta dome­nica, che Sandro Ciotti non chie­deva il collegamento per intervi­stare qualche personaggio cattu­rato al volo dopo il calcio minu­to per minuto, ma per consegna­re un terribile annuncio: «Il cen­trocampista Curi del Perugia è morto». Questa è la storia di quel tragico pomeriggio che ha segnato per sempre la storia del calcio a Perugia. Io andavo alle elementari, mi ricordo quel pomeriggio, ero in casa perchè pioveva, anche abbastanza forte. Le partite si ascoltavano in radio, le immaginavi, le vivevi. Tra i tifosi non c'era la rivalita che c'è oggi, solo in rarissimi casi. Era un altro calcio. Ogni volta che sento il nome di Curi, rivedo quelle immagini, quella pioggia, e il cuore di un giocatore esemplare che si ferma troppo presto. Ma Curi per tutti i perugini è ancora vivo, nel nome dello stadio, nei ricordi, nel suo modo di essere sportivo. Quest'anno il Comune di Perugia, il Perugia Calcio e l'unione stampa sportiva italiana, per il trentennale della morte organizzano due giornate in suo ricordo. Il 29 Ottobre alle ore 17:30 alla sala della Vaccara di Palazzo dei Priori verrà presentato il libro: "Continua a correre, Renato Curi". Seguirà il dibattito: "A 30 anni dalla scomparsa di Renato Curi: come è cambiato il calcio e come è cambiata Perugia". Martedì 30, alle ore 17:00, come tutti gli anni, messa in ricordo di Renato Curi nel piazzale dello stadio. Per chi ha un esercizio commerciale, o vuole semplicemente avere la locandina di questo evento, cliccando qui, la può scaricare e stampare. Ciao Renato...
Qua sotto potete vedere un piccolo frammento del DVD "Grifo di Popolo" dove Curi segna proprio alla Juventus.

postato da: lucablogpg alle ore 17:44 | Permalink | commenti (2)
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