30 Novembre: la Perugina compie 100 anni. Non è uno spot pubblicitario, non ne ha bisogno, ma la storia di Perugia è anche la Perugia. Chi di noi non ha un parente un amico che ci lavora o ci ha lavorato. Chi di noi almeno una volta non ha assaggiato un bacio. Era il 30 Novembre 1907 quando Francesco Buitoni, Annibale Spagnoli, Leone Ascoli e Francesco Andreani fondano la "Società Perugina per la Fabbricazione dei Confetti". Il capitale sociale è di 70.000 lire. Dopo poco i locali (in via Alessi), si rivelano insufficienti. Nel 1911 viene adottato come stemma il grifo, simbolo di Perugia. Nel 1913 si apre la fabbrica a Fontivegge. Da qui, il successo è stato sempre costante, anche grazie alle idee pubblicitarie, ai prodotti. Solo alcuni anni ci fu della crisi a causa dell'antiproibizionismo del regime. Ricordiamo la nascita dei cazzotti, che ebbero però successo dopo il cambio del nome voluto da Buitoni in Bacio (ancora se ne vendono ogni anno 300 milioni di pezzi), e al cambio di grafica che fu affidata a Luigi Seneca, che ispirandosi al quadro di Francesco Hayez "il bacio", rielaborò l'immagine che finì nelle scatole prodotte dallo stabilimento. Intanto si consumavano successi come la "Tavoletta Luisa", la caramella Rossana, e nel 1928 la scatola dei cioccolatini confezionata. Negli anni '30 per reagire al proibizionismo, si inventano la raccolta delle figurine dei 4 moschettieri, che diventerà un cult a causa dell'introvabile e raro "feroce saladino", arrivato alle stampe in ritardo e creando così una ricerca spasmodica in Italia per completare l'album. In questi anni, anche con l'aria di guerra che si sentiva in Italia, Buitoni guardò anche all'estero, aprì un negozio anche a New York. Dopo la guerra, con il boom economico, il cioccolato diventò non solo da regalare, ma anche un bene di consumo, quindi nel 1963, da Fontivegge si creò lo stabilimento in periferia, a S.Sisto, dove è ubicato tutt'ora. Il resto è storia recente, con la crisi degli anni '80 la fabbrica venne ceduta a De Benedetti, ma il mondo politico e industriale ostacola l'ingresso dello stabilimento nello SME e impedisce così al progetto di decollare, così nel 1988 la Perugina viene acquisita dalla Nestlè. Negli ultimi anni, nuovi prodotti hanno continuato a mietere successi, pur continuando a restare in produzione le vecchie idee dei Baci, le Ore Liete, la Rossana, il cacao in polvere, e molti altri. Successo recente è il Nero Perugina, l'apertura della scuola del cioccolato e 10 anni fa l'apertura del museo storico. L'ultima chicca è il film uscito da pochi giorni, girato anche all'interno della fabbrica "Lezioni di cioccolato". Di seguito, vi lascio con il link al sito della Perugina, al sito di una collezionista di baci e dei suoi cartigli e alcuni video storici che ho trovato su you tube e su mondocarosello.com1- Dentro a Caroselle lo spot Perugina dei Baci negli anni '70
2- Spot inizio anni'80
5- Servizio Tg1 sul centenario della fabbrica
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Questa fiera, la "nostra" fiera, ha origini antichissime, addirittura nasce in epoca medievale. Si hanno documenti scritti addirittura del 1260 e da qui si legge che già era "consuetudinaria" e il suo nome era "Fiera di Ognissanti". Dal 1600 prende la denominazione "dei defunti" e solo dall'800 prende il nome attuale "dei morti". Le testimonianze di giochi abbinati alla fiera sono presenti già dal '500. Tradizione che prosegue tutt'ora con l'abbinamento insieme ai "baracconi". Dal medioevo ai primi decenni del 1800 la fiera era ospitata nell'attuale Borgo XX Giugno. Successivamente la vendita del bestiame fu spostata in Piazza d'Armi (attuale Piazza Partigiani) e poi a Prepo, al Campo Boario (ora Piazzale del Bove-Via Palermo). A partire dal 1975 la feria si svolge a Pian di Massiano. E questa è la storia... veniamo ad oggi, per vedere quello che è successo in questa edizione. Ho deciso di prendere le interviste della gente fatte da un quotidiano locale,
Oggi ho deciso di fare un post un pò speciale, parlando del 20 Giugno di Perugia. Molti immagino che sanno cosa è successo, altri invece magari pensano che è solo il nome del norgo vicino al Frontone. Ma così non è, io lo scorso anno mi sono letto 4-5 libri sulla storia di Perugia, volevo conoscere meglio possibile le vicissitudini delle mura di Perugia, così che girando per la città avrei immaginato le cose successe in quesi posti e che hanno cambiato o segnato la storia della mia città. MA parliamo di questo 20 Giugno 1859. Perugia era sotto lo stato Pontificio e già da qualche anno i Perugini non ve volevano più sapere, famosa è la guerra del sale contro Paolo III (da lì continua ad arrivarci a noi il pane senza sale di Perugia) che vinta la battaglia con i perugini fece costriure la famosa Rocca Paolina. Una settimana prima della famosa data, il 14 Giugno i perugini guidati da Francesco Guardabassi inscenarono una manifestazione per reclamare l'unità. Tra i nomi celebri figurano molti nomi che voi conoscete come vie famose di Perugia, e che ora scoprite che hanno lottato per l'annessione all'Italia. Tra questi ricordo: Nicola e Giuseppe Danzetta, la famiglia Anzidei, Zeffirino Faina, Annibale Vecchi. La maggior parte erano nobili e ricchi borghesi di tendenza liberale. Il delegato pontificio Giordani che reggeva il governo della città per ordine di Papa Pio iX si spaventò e cedette il governo della città a Guardabassi, in cambio della libertà. Si formò così a Perugia un governo provvisorio e nel lasso di tempo che precedette il 20, fu inviato a Torino Nicola Danzetta per convincere Cavour a intervenire in aiuto dei perugini. Ma Cavour per scelte diplomatiche non intervenne. Intanto il Papa non perse tempo e decise di intervenire con un corpo di mercenari svizzeri, circa tremila, guidati dal colonnello Schmitt. Il 20 Giugno, le truppe del Papa arrivarono a Perugia attraverso, Ponte San GIovanni, Via Romana, fino al Frontone, dove i cittadini avevano fatto delle barricate improvvisate. La difesa dei perugini fu disperata, ma le forze mercenarie in poche ore sfondarono lo sbarramento e entrarono in città. Alcuni patrioti vennerò salvati dai frati benedettini che li nascosero nel convento di San Pietro. La terribile ferocia degli svizzeri fu resa più spaventosa dalla forte pioggia che cadeva su Perugia. Le truppe passarono per l'allora Via Papale (ora Corso Cavour), e via dell'Ospedale (ora Via Oberdan), sfondando le porte delle abitazioni, saccheggiandole e violentando le donne. Queste violenze sembra siano state accordate con il papa che rivoleva Perugia a tutti i costi, cosa questa che non ha prove, ma che i perugini negli anni a venire lo pensavano fortemente e la chiesa giustamente negò, dicendo che il Papa aveva solo indicato ai mercenari di fare la battaglia e non di portare terrore in città. I capi della rivolta perugina riuscirono a scappare verso la Toscana e Perugia tornò sotto il giogo papale. L'11 Settembre del 1860 le truppe piemontesi entrarono in città dalle parti del Borgo Sant'Antonio, liberando perugia dal dominio papale e nel novembre dello stesso anno con un plebiscito l'Umbria viene annessa al nascente Regno d'Italia. Ci sono anche delle curiosità in questo 20 Giugno, un americano con la famiglia (Perkins) che alloggiava in un albergo sulle scalette di S.Ercolano e rimase sconvolto da quella giornata. Tornato in patria raccontò l'evento, che colpì molto i politici e gli storici del americani del tempo. E di recente il professore Ugolini, viaggiando per studio negli USA, ha scoperto l'esistenza di una ballata che ricorda proprio gli eventi accorsi a Perugia il 20 Giugno 1859.
Dopo più di 100 anni, in un periodo freddo e invernale se ne va un altro pezzo della storia di Perugia. Infatti da una settimana sono iniziati i lavori di demolizione del ponte ferroviario di Ferro di Cavallo per far posto ad un ponte più largo. E' giusto, non dico di no, ma almeno con i massi che stanno togliendo potevano almeno farci dei pezzi del ponte nuovo in cemento armato. Forse a tutti non interesserà questo post, ma per me che a Ferro di Cavallo ci sono nato quel ponte è pieno di piccoli grandi ricordi. Negli anni '70 era la divisione tra la periferia e Perugia città, mentre ora il cartello di ingresso a Perugia è nientemeno che verso Olmo. Mi ricordo tutte le volte che sono passato lì sotto con mio nonno (che ora ha 99 anni), quando andavamo al Percorso Verd che stavano facendo in quegli anni. Mi ricordo i rumori amplificati passando sotto, e mi ricordo i tanti treni che scandivano le mie giornate di bambino e che vedevo dal terrazzo di casa mia. Quel ponte ha visto anche tanti miei passaggi per andare con i miei genitori alla partita... giocava al Curi il Perugia di Castagner, nei primi anni della Serie A. Unica cosa positiva (per me), che ora essendo molto più largo si passerà meglio in tutti e due i sensi.