venerdì, 06 novembre 2009
La Minimetrò si è fatta viva solo alla fine di Eurochocolate sbandierando i risultati dei due week-end della manifestazione che hanno fatto circa 160.000 passeggeri. Per il resto dell'anno non si sa niente se ogni giorno ci viaggiano 100, 1000, 10000 persone. Le voci che si sentono in giro, parlano di cifre ben più basse della media giornaliera che servirebbe almeno per andare in paro, e cioè di 4-5000 persone di media al giorno facendo andare in deficit di molto questa contestatissima struttura. Intanto a metà Ottobre è uscita la sentenza dell'inchiesta preliminare sui subappalti dell'opera. Il gip Paolo Micheli ha dato una bella sforbiciata alle accuse mosse dal pm Sergio Sottani sull'accusa più grande, quella della truffa, mentre per 7 di loro resta in piedi l'accusa di turbativa d'asta. Le 7 persone sono: Gianni Marinelli, presidente della Umbria Domani (ditta esecutrice delle opere civili del Minimetro); Giancarlo Giorgi, direttore dei lavori della stessa ditta; Fedora Sfodera, responsabile del servizio di prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro; Mariano Nucciarelli, procuratore generale della Monteca Costruzioni srl; Giovanni Luna, presidente del cda della Ceu srl; Paolo Gori, progettista della ditta; Vanni Bagattella, consigliere delegato della Maeg Costruzioni Spa. Risposto anche il rinvio a giudizio per le ditte monteca Costruzioni e la Maeg Costruzioni. Sul finanziamento dell'opera è ancora in corso un'altra indagine che deve chiarire se i costi dell'opera siano stati “scaricati” nel buco di bilancio del Comune. E queste sono le ultime per l'inchiesta dei lavori. Passiamo ora ad altri problemi. A metà ottobre un giornale locale è uscito con la notizia che ci sarebbe un piano segreto per i cittadini vicini alla metropolitana di superficie. Questo piano sarebbe allo studio per permettere al centro di essere “aperto” alla sera e far funzionare il Minimetrò fino a mezzanotte. Il piano prevederebbe la “permuta” degli appartamenti “frontisti” alle rotaie con altri più “silenziosi”, operazione che potrebbe essere conclusa con appartamenti del Comune o mettendosi come intermediari nelle trattative private. L'alternativa al trasloco sarebbe quella di incentivi per far installare infissi anti-rumore. Però il giorno dopo l'uscita della notizia, il comitato (Co.da.mi) boccia le idee del Comune, soprattutto quella della permuta degli appartamenti, mentre nutre dei dubbi su quella dell'incentivo degli infissi. E mentre si parlava di questo, intorno al 20 Novembre c'è stata l'iscrizione nel registro degli indagati per 4 persone con l'ipotesi d'accusa di inquinamento acustico. Le 4 persone sono: Nello Spinelli e Adriano Maraziti per la Minimetrò; Micheal Seaber e Pasquale Pasquini per la Leitner. Chi vivrà vedrà, intanto queste sono le ultime del Brucomela, pardon, del Minimetrò.
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venerdì, 16 ottobre 2009
Perugia è alla frutta? Per alcuni si, per altri al dolce, per altri, forse, all'inizio del pranzo. Personalmente io sto con quelli della frutta. Il motivo? Il senso di abbandono della città, non me la ricordo mai come ora. Cantieri aperti e fermi (alla rotonda settevalli), strade incomplete (dall'ospedale alla rotonda Berlinguer), le solite buche (asfaltate poche strade e non le più trafficate), ecc. ecc., ma quello che fa più pensare e resta in silenzio nei giornali e tg sono le svendite del Comune di Perugia, un segnale che secondo me nasconde un problema molto più grande: cerchiamo soldi ovunque perchè sono finiti. Aveva iniziato Locchi proprio 3 anni fa, come scrissi io all'epoca in un mio post, una vendita di beni del Comune come martelli demolitori ecc. ecc. (potete rileggerlo cliccando qui), poi in questi tre anni ci sono state varie aste per la vendita di immobili del Comune (2-3 aste se non ricordo male) e l'ultima (la prima di Wladimiro) è di questo mese... (clicca qui per leggere il bando). Oltre questo c'è la notizia passata quasi in sordina, e scoperta per caso dal “Giornale dell'Umbria” durante la loro inchiesta sul parcheggio del Bove, dove sostavano 5-6 camper con persone senza casa, in condizioni disagiate. Ebbene, facendo questo servizio hanno scoperto che il parcheggio del Bove sparirà, non più parcheggio pubblico, ma sicuramente palazzi, infatti l'intera area è stata venduta ad un'immobiliare. Non ci credete? Leggete l'articolo del 25 Settembre 2009, cliccando qui. Poi abbiamo la solita svendita del centro storico per Eurochocolate... quanto ci guadagna il Comune? Occupazione del suolo pubblico, trasporti, però poi deve mettere in campo molte forze per l'ordine pubblico, ecc. ecc., e intanto chi guadagna è il business, alberghi e negozi in centro. E via ecco che il Comune sforna ogni anno l'ordinanza di divieto di sosta a favore di Eurochocolate. (clicca qui per leggerla). E per ultimo i baracconi, se avete notato quest'anno è stata chiusa la strada che va dalla nuova rotonda davanti al palazzetto, fino all'incrocio verso S.Lucia, il tutto per mettere, quante... 5-6 giostre in più nella zona, guadagnare qualche soldino e causare disagi a chi fa quella strada ogni giorno perchè deve passare dietro al palazzetto. Ogni giorno spero di rivedere la mia Perugia come era 10-15 anni fa... però questo sogno , ogni giorno è sempre più offuscato... peccato!
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giovedì, 24 settembre 2009
L’acqua è un bene prezioso, e mai come in questi anni, la produzione e il consumo è aumentata in Italia. Siamo passati dai 6100 milioni di litri del 1990 ai 12200 milioni di litri del 2006. In Italia ben il 97% della popolazione usa acque imbottigliate e non acqua del rubinetto. I motivi sono molteplici, da chi dice che è più controllata, chi dice che è più digeribile, chi dice che è più buona… Dopo queste notizie, ho deciso di fare un post sull’acqua a Perugia. A me è capitato di avere sottomano le analisi dell’acqua della mia zona e vi posso dire che le caratteristiche chimico-biologiche sono molto meglio di alcune acque imbottigliate. Anche perché molti non leggono mai l’etichetta, dove ci sono parametri che fanno conoscere l’acqua che si beve. Ed ecco le caratteristiche che dovete guardare se un’acqua in bottiglia è più o meno buona… Si tratta di sostanze che sono più rappresentative della qualità  e della tipologia di acqua, come il calcio, la durezza (la legge suggerisce che sia compresa tra 15 e 50 °F), fluoruri (valore limite: 1,5 mg/l), cloruri (limite: 250 mg/l, danno un cattivo sapore all’acqua),  solfati (250 mg/l al massimo, per lo stesso motivo dei cloruri). Poi vi sono alcuni inquinanti che testimoniano una contaminazione riconducibile a cause precise, come i nitrati (che per legge non devono superare i 50 mg/l). I metalli pericolosi, come l’arsenico (10 µg/l), il cromo (50 µg/l), il nichel (20 µg/l) e il piombo (25 µg/l, ma entro il 2013 il limite scenderà a 10 µg/l). I metalli che cambiano il sapore dell’acqua, come il ferro (200 µg/l), il manganese (50 µg/l), l’alluminio (200 µg/l). Infine andiamo alla ricerca dei composti organoalogenati, la cui presenza è regolamentata per legge perché è il sintomo di un inquinamento da solventi industriali o di sottoprodotti della disinfezione delle acque. Per la somma dei due solventi trielina e tetracloroetilene il limite di legge è di 10 µg/l, mentre per la somma dei quattro tiralometani (cloroformio, bromoformio, dibromoclorometano e bromodiclorometano) il limite è di 20 µg/l. L’acqua del rubinetto è sottoposta a un duplice controllo. Interno, effettuato dal gestore dell’acquedotto (si va da controlli quotidiani in alcuni acquedotti fino a un controllo mensile in altri). Esterno, eseguito dalla Asl competente per territorio con una cadenza che varia a seconda della qualità dell’acqua, dei rischi di contaminazione, della popolazione servita. In Umbria sono presenti 17 acque minerali utilizzate per l’imbottigliamento. La maggior parte delle sorgenti di acque minerali di caratteristiche oligominerali sono ubicate negli acquiferi carbonatici della dorsale appenninica, nei comuni di Scheggia-Pascelupo (Motette, Fonte S. Chiara), Gualdo Tadino (Rocchetta), Nocera Umbra (Angelica e Flaminia), Foligno (Sassovivo), Sellano (Fonte Tullia), Cerreto di Spoleto (Viva e Misia), Gubbio (Lieve). A ridosso dei massicci carbonatici dei Monti Martani, oltre alle altre fonti di acqua oligominerale quali l’Amerino, la Fabia e la Fonte Aura in comune di Acquasparta troviamo le acque medio-minerali effervescenti naturali nei comuni di Massa Martana (Sanfaustino), San Gemini (Sangemini) e Acquasparta (Fabiaviva). Completa il quadro delle acque oligominerali la Sorgente Tione ubicata nei complessi vulcanici del comune di Orvieto. Se voi andate a vedere le caratteristiche di queste acque, inizierete a imparare a leggere l’etichetta dell’analisi chimica. Purtroppo a causa della scritta sulle analisi che ho io, non posso pubblicare i dati dell’analisi del rubinetto, e proprio a proposito di questo, chiedo all’Umbra Acque perché non si può fare come fanno in altre città Italiane già da tempo, cioè in ogni bolletta che arriva a casa mettere l’analisi dell’acqua, sarebbe una bella cosa. Molti di voi poi dicono del sapore dell’acqua, ebbene, a volte viene messo del cloro per disinfettare, specie quando vengono fatti dei lavori, ma vi posso dire che io ho acquistato e provato una di quelle brocche con il filtro per depurare l’acqua e oltre ad avere un buon sapore, fa scendere il residuo fisso di 100. A casa mia da 330 è passato con il filtraggio a 220. Spero che avete capito che bevendo l’acqua del rubinetto risparmiate, non vi affaticate a portare le bottiglie e bevete acqua buona. L’unico neo di Perugia, secondo una ricerca di altroconsumo è il costo. Prendete una famiglia di 3 persone che consuma 200 mc/acqua all’anno e viene fuori questo:
Firenze € 448
Arezzo € 440
Ferrara € 388
Ravenna € 385
Perugia  € 365
Genova € 334
Lecce  € 330
Bari € 330
Frosinone € 299
Padova € 289
Ancona € 288
Bologna € 280
Potenza € 279
Latina € 272
Trieste € 268
Cagliari € 265
MEDIA € 261
Salerno € 246
Torino € 246
Palermo € 246
Brescia € 238
Savona € 233
Cremona € 226
Napoli € 219
Trento € 214
Verona € 210
Bolzano € 207
Pescara € 205
Catania € 198
Roma € 196
Catanzaro € 192
Reggio Calabria € 180
Aosta € 176
Campobasso € 175
Venezia € 154
Milano € 110
E voi... cosa ne pensate di questo?
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mercoledì, 16 settembre 2009

 Ve la ricordate la storia delle zone Peep venuta fuori nel 2007? No? Le case nelle zone peep (Piano per l’edilizia economica e popolare) risalgono addirittura al 1982, e vengono costruite soprattutto da cooperative nelle zone di Ferro di Cavallo, Olmo, Sant’Egidio, Ponte della Pietra, San Martino in Colle, San Martino in Campo, Lacugnana e Sant’Enea. All’epoca c’era una convenzione per la realizzazione delle opere urbanistiche (fognature, linee elettriche, telefoniche, ecc.) che realizzava il Comune. Eventuali differenze dovevano essere poi saldate. Nel 2004 gli uffici comunali, verificano la consistenza di residui per 1,6 milioni di euro e non potendo rivalersi nei confronti delle cooperative, ormai sciolte, hanno deciso, facendo leva su una clausola della convenzione di acquisto degli alloggi in base alla quale l’assegnatario dichiarava la piena conoscenza e accettazione di tutti gli obblighi ed oneri della convenzione”, di “passare” gli oneri agli assegnatari delle case. E’ così che nel 2007 decine di famiglie sono state raggiunte da ingiunzioni di pagamento per importi diversi. Alcuni che dovevano sborsare cifre relativamente basse, meno di mille euro, hanno versato quanto richiesto, mentre quegli assegnatari che si sono visti domandare anche 10mila euro, hanno scelto di opporsi all’ingiunzione agendo per vie legali. E alla fine l’hanno spuntata. Il giudice infatti, facendo anche riferimento ad un pronunciamento su un caso analogo relativo però al Comune di Cagliari, ha disposto che la clausola cui si sono appellati i difensori di Palazzo dei Priori non può in ogni caso riferirsi anche “ad ipotesi di accollo dovendo queste risultare da espresso accordo richiedente specifica approvazione”, riconoscendo agli assegnatari l’eccezione di carenza di legittimazione passiva. Anche perché, si legge ancora nella sentenza, nell’atto di assegnazione delle case le cooperative rilasciavano una quietanza liberatoria in cui si precisava di aver adempiuto a tutti gli oneri e obblighi posti a loro carico dalla convenzione. Ora le 3.000 famiglie hanno vinto la prima battaglia, mentre il Comune e noi cittadini ci troviamo altri 1,6 milioni di euro di buco di bilancio… il tutto per aver sbagliato prima nel 1982 e poi nel 2007, mandando tutti i pagamenti (l’assessore era il neo-sindaco Boccali).

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giovedì, 10 settembre 2009

E’ quasi un anno e mezzo che è partito, ma ancora la digestione è lenta. In questo periodo proteste, cambi, nuove linee, linee tolte, linee modificate. Tutto questo trambusto ancora non è stato digerito dagli utenti. Infatti, l’ultimo sondaggio di qualche giorno fa su 2000 persone, ben il 40% ha bocciato la nuova viabilità, sopratutto nella frequenza dei mezzi e sui percorsi effettuati. Quindi per l’ennesima volta si tornerà a parlare con i cittadini, a fare assemblee, insomma si faranno di nuovo altre modifiche. Io mi chiedo, non si poteva far fare le nuove linee a chi conosce Perugina e cioè gli autisti, invece che spendere fior fiori di soldi per una società che ha creato le linee con un software inserendo i dati che gli venivano chiesti… (interconnessione minimetrò). Il nuovo assessore Ciccone ha promesso che ci saranno modifiche, entro un anno. Intanto gli utenti che non sono soddisfatti si lamentano della scarsa pulizia dei mezzi e chiedono più controlli per chi non paga il biglietto, infatti in questo anno i “portoghesi” sono aumentati. Intanto per la nuova campagna abbonamenti sono sbucati dei supereroi, sarà proprio perché ci vogliono i super poteri per rialzare l’apm? Personalmente io penso che ci vorrebbe per prima cosa più controlli per combattere l’evasione, seconda cosa, ripartire con il PUM rifacendo le linee con la testa e non con un software, e per ultimo riorganizzare il trasporto. Mi spiego meglio per il terzo punto. Se ci fate caso, su molte linee i grandi autobus girano vuoti, o mezzi vuoti per la maggior parte del giorno. Quindi perché far girare quel grosso casermone di bus, quando se ne potrebbe far girare uno più piccolo e usare i grandi solo per gli orari e le tratte dove ci può essere più gente, per esempio lasciare i grandi per le linee dell’ospedale e per gli orari di ingresso e uscita di scuola. E intanto che gli autobus girano… anche ai cittadini girano?

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